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14 Giugno 2014 Papa Francesco incontra le Misericordie e i gruppi Fratres

by / 111 Visualizzazioni / 17 giugno 2014

Circa cento Confratelli e Consorelle della Confraternita di Montemurlo si sono uniti alla grande affluenza di volontari delle Misericordie e dei gruppi Fratres in Piazza San Pietro per l’udienza di Papa Francesco. Eravamo in  60.000 ad attendere il Santo Padre. Il caldo e il sole cocente non hanno demoralizzato i Confratelli e le Consorelle giunti da tutte le parti d’Italia. Preghiere e canti hanno scandito il tempo che separava il grande momento, ed ecco che verso mezzogiorno Papa Francesco fa il suo ingresso a bordo della papamobile. Un immenso fragore di mani che applaudono lo accompagnano durante il passaggio fra la folla fino all’arrivo alla sede dove, l’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori primo Capo di Guardia della capitaneria di Firenze, il Correttore generale delle Misericordie d’Italia Mons. Franco Agostinelli vescovo di Prato ed il presidente Nazionale Roberto Trucchi hanno portato i saluti del movimento. Cala il silenzio sulla piazza  “Cari Fratelli e Sorelle”  un boato di gioia esplode alle prime parole di Papa Francesco, “rivolgo il mio saluto a tutti voi che fate parte delle Misericordie e dei gruppi Fratres”, continua ringraziando i relatori intervenuti ed elogiando il servizio svolto dai volontari delle due realtà. Poi continua:

“Le <Misericordie> antica espressione del laicato cattolico e ben radicate nel territorio Italiano, sono impegnate a testimoniare il Vangelo della carità tra i malati, gli anziani, i disabili, i minori, gli immigrati e i poveri. Tutto il vostro servizio prende senso e forma da questa parola: <misericordia>, parola latina il cui significato etimologico è <miseri cor dare>, <dare il cuore ai miseri>, quelli che hanno bisogno, quelli che soffrono.” Ricorda quindi che è quello che ha fatto Gesù con il suo donarsi gratuitamente per gli ultimi, sottolineando che è nostro compito imitarlo essendo chiamati noi per primi “a condividere la condizione delle persone che incontriamo”. E ancora:”C’è il rischio di essere spettatori informatissimi e disincarnati di queste realtà, oppure di fare dei bei discorsi che si concludono con soluzioni verbali e un disimpegno rispetto ai problemi reali.”  Incoraggia quindi a continuare con l’operato del movimento e ricorda le sette opere di misericordia corporale quali ispirazioni all’attività dell’associazione.