LA PROTEZIONE CIVILE

La Misericordia ha sempre svolto questa attività dalle origini ad oggi, in quanto Protezione Civile significa protezione del cittadino, aiuto alla popolazione. Oggi, più in concreto,  per Protezione Civile s’intendono gli interventi specifici sanitario/logistici in caso di calamità naturali, disastri, guerre. Il concetto di Protezione Civile però, non si limita a fronteggiare le conseguenze di situazioni di emergenza, ma comprende attività di previsione e prevenzione.

La nostra Confraternita fu già operativa nel lontano 1976, quando il Friuli fu colpito dal tremendo terremoto che tutti ricordano tristemente: in tale occasione la Confederazione Nazionale delle Misericordie raccolse subito dopo il disastro coperte, viveri, indumenti e materiali vari che furono poi consegnati direttamente alla popolazione colpita. Ben sette camion furono riempiti a Montemurlo, grazie alla generosità della popolazione, e portati in loco dai nostri volontari.

Il 23 dicembre 1984 vi fu l’attentato al Rapido 904, nella galleria ferroviaria che collega Vernio a S.Benedetto Val di Sambro, e conosciuto come la “la strage del treno di Natale”. Anche in questa occasione la nostra Confraternita partecipò attivamente ai soccorsi, operando dalla parte bolognese della galleria, partecipando all’estrazione dei corpi dai vagoni ed al loro trasporto all’obitorio dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

Dopo questo intervento si cominciò a pensare di formare un gruppo particolarmente dedito a questo tipo di soccorso ed a dotarlo delle attrezzature necessarie. Infatti l’anno successivo nacque il Gruppo “O.S.E.” (Organizzazione Servizi Emergenza, gruppi ideati dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie per gli interventi che oggi si dicono di Protezione Civile), i cui componenti iniziarono a partecipare alle varie esercitazioni indette di volta in volta dalle varie Confraternite, dai Comuni, dalle Province e dal Ministero degli Interni.

Le esercitazioni, ripetute con buona frequenza per la verifica dell’efficienza degli uomini e dei mezzi, servono anche per simulare emergenze e per confrontarsi e ricercare maggiore sintonia e collaborazione con le altre istituzioni.

Purtroppo durante questi anni, le esercitazioni sono state intervallate da tante situazioni di emergenza, nelle quali la nostra Confraternita è intervenuta con i propri volontari. Fra quelli che hanno avuto maggiore risonanza, anche attraverso la stampa, ci preme ricordare:

·        Novembre 1990 – Soccorso in occasione straripamento fiume Ombrone a Poggio a Caiano;

·        Novembre 1991 – Alluvione Prato (torrente in zona Ciliani e straripamento Oste);

·        Gennaio 1992 – Operazioni di ricerca dei militari della 46° Brigata Aerea di Pisa, caduti con il loro aereo sul monte Javello; istituzione presso la nostra sede della base operativa di coordinamento dei soccorsi;

·        Settembre 1996 – Alluvione Versilia;

·        Ottobre/Dicembre 1997 – Terremoto in Umbria

·        Dicembre 1998/Settembre 2000 – Soccorso agli immigrati, in ripetute occasioni, presso il Centro di Accoglienza “Regina Pacis” di S.Foca – Lecce;

·        Maggio 1999 – Missione Arcobaleno – Campo profughi di Rashbull vicino a Durazzo (Albania) per soccorso sanitario e logistico;

·        Ottobre 2000 – Alluvione in Piemonte a Trino (Vercelli);

·        Novembre 2000 – Interventi per alluvioni in Lucchesia

·        Terremoto L’Aquila

·        Novembre 2011 – Alluvione Aulla (MS)

·        Maggio 2012 – Terremoto Emilia

·        Novembre 2012 – Alluvione Massa Carrara

Tantissimi altri sono stati gli interventi piccoli e grandi nel nostro territorio comunale e fuori da esso, pagine gloriose che i fratelli di ieri e di oggi scrivono nel grande libro della storia della carità.

Con l’entrata in vigore della legge 225/92 , il ministro Zamberletti fonda la Protezione Civile moderna. Tale legge contiene tre intuizioni di importanza storica, che rivoluzionano l’impianto filosofico della Protezione Civile italiana:

1.      Il Sistema di Protezione Civile deve essere preesistente all’evento, non formarsi in corsa;

2.      Il primo presidio territoriale di Protezione Civile va individuato nel Comune;

3.      Occorre coinvolgere e valorizzare il volontariato organizzato.

A seguito  quindi della redazione del Piano Comunale di Protezione Civile da parte del Comune di Montemurlo, la nostra Confraternita è diventata parte integrante del sistema ed interlocutore primario sul territorio comunale per l’attività di prevenzione, previsione, soccorso e ripristino.

Facendo parte del raggruppamento provinciale di Protezione Civile della Misericordia di Prato, i nostri volontari sono chiamati ad intervenire anche sul territorio della nostra provincia.

Attualmente nella nostra Confraternita, l’Unità Operativa di Protezione Civile è formata da una trentina di volontari, opportunamente preparati, e possiede un’attrezzatura specifica di notevole livello:

·        1 ambulanza fuoristrada Land Rover  Defender 110

·        1 fuoristrada Land Rover Discovery

·        1 furgone logistico con varia attrezzatura

·        1 carrello contenente 2 tende e l’attrezzatura da campo per i volontari

·    1 carrello attrezzato con torre faro da 6 mt/3000 Watt, pompa idrovora 2500 lt/min, pompa sommersa, gruppo elettrogeno da 4,5 Kw

·        1 gruppo elettrogeno da 5 Kw con vari punti luce

·        Attrezzature di squadra ed individuali.

Con l’intento di rendere sempre più efficienti i mezzi in dotazione, abbiamo acquisito due autocarri 4X4 Iveco VM 90 dismessi dall’Esercito Italiano, che sono in allestimento ed andranno a rinnovare il parco automezzi esistente. Non mancano inoltre progetti di acquisizione di nuova e più moderna attrezzatura e, soprattutto di nuovi volontari da istruire allo scopo, per poter essere sempre più tempestivi ed efficaci nel portare soccorso ovunque ci sia richiesto.

Contatto: protezionecivile@misericordiamontemurlo.it

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